Gabriella Ghermandi

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Fulgida stella cadente

Comparve all'improvviso, come una strana stella fuori posto. Sostava sui viali, vicino al cancello della casa di Carla, tra il cancello ed il benzinaio. Africana, labbra carnose, lunghi capelli neri, lisci, finti, lucidi come quelli delle bambole che da bambini regalavano a mia sorella per Natale. Abito succinto, indossato per mettere in generosa evidenza il seno e l'attaccatura delle natiche; stridente su quel corpo che ancora non aveva finito di spogliarsi della goffaggine dell'adolescenza. Aveva occhi grandi, inqueti, da gazzella in trappola, che si trasformavano in enormi buchi vuoti, senz'anima, appena qualche macchina rallentava avvicinandola. Allora il corpo prendeva a muoversi con gesti meccanici, ripetuti, da venditrice: mani sul seno a sottolinearne la procacità, bocca smorfiosa, tumida e chewingum in bocca, masticata facendo roteare e schioccare la lingua. A volte, dopo essersi accordata sul prezzo, saliva, altre restava ed il suo viso tornava ad essere quello di bimba. Il primo giorno che mi vide, comprese immediatamente che non sarei mai stato suo cliente, e mi sorrise imbarazzata. Le si leggeva chiaro in faccia che si vergognava di quello che avrei potuto pensare, per quello che faceva. Con i giorni si era rilassata e al mio arrivo sorrideva, lieta della mancanza di giudizio dei miei occhi. Quei pochi attimi che ogni sera trascorrevano tra il momento in cui suonavo al campanello e la risposta di Carla erano stati sufficienti per conoscerci, almeno con gli occhi. Poi, all'improvviso, è scomparsa. Una sera sono arrivata davanti al cancello della casa di Carla e lei non c'era. Al suo posto un'altra. E poi, dopo qualche mese, un'altra, e ancora un'altra. Sullo stesso punto, vicino al cancello, tra il cancello ed il benzinaio. Ragazze con occhi inquieti, da gazzelle in trappola. Nei loro occhi lei. Piccola, fulgida, stella cadente che, per un attimo, hai rigato il cielo notturno di questa città, risvegliando la mia meraviglio, ancora oggi, dopo tanto tempo, ti penso. Arrivo davanti a quel cancello, e spontaneamente butto l'occhio, per vedere se ci sei, e come sempre un pensiero "Dove sei? Dove sarai? Dove finiscono quelle come te quando diventano merce usata .... quando non suscitano più interesse" Piccola, fulgida, stella cadente....

 

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