Ho iniziato a scrivere nel 1999, ma è stato successivamente, nel corso del tempo, che ho sentito la necessità di recuperare l'arte dell'oralità tanto cara al mio contintente, l'Africa, e iniziare a narrare. La spinta al recupero dell'oralità è sorta da una esigenza che ha radice nel mio retoscena culturale etiope, dove si è abituati a vivere e condividere tutto con la comunità. Narrare nasce dal desiderio di condividere l'emozione di un racconta che pulsa ogni volta con ritmo diverso perchè tra narratore e pubblico si forma un cuore unico, irripetible. Il canto che accompagna la narrazione rappresenta l'amore che nutro per la cultura etiope, per la sua spiritualità intrinseca e mi piace pensare di portarla qui, con le canzoni che non sono mai vuote di significato, che conferiscono un doppio senso ad ogni cosa e da sempre sono la voce del popolo.
regina di fiori e di perle
«... anche la storia della mia famiglia appartiene a quei tempi. Una delle tante infinite storie personali che si somigliano, si avvicinano e si intersecano nei punti più inattesi, proprio come la vita, e formano la Grande Storia!» -
tratto dal romanzo "regina di fiori e di perle".
all'ombra dei rami sfacciati carichi di fiori rosso vermiglio
«di tutto ciò che succede, degli eventi belli o catastrofici, niente si butta interamente o si tiene completamente» -
storie di regime, TV, e biciclette.
un canto per mamma heaven
«Io Heaven figlia di Hagosà, figlia di Berechtì figli di Muluwork fliglia di Hirut ...» -
un canto contro la guerra tra Etiopia e Eritrea.
